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La storia della lana 2: Come il vello diventa filato

28.07.25 Ing. Michaela Dvořáková 7767x letto

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Nel capitolo precedente abbiamo esaminato più da vicino come si svolge la vita quotidiana delle pecore in una fattoria durante le varie stagioni: dall’agnellatura primaverile fino alla calma invernale nella stalla. Oggi vedremo cosa succede alla lana dal momento in cui si tacca dalla schiena della pecora. Come viene lavorata la lana, cosa influisce sulla qualità e quali tipologie ne esistono?

La tosatura delle pecore: l'inizio del viaggio della lana

La tosatura è il primo fondamentale passaggio del processo di lavorazione della lana e ha inoltre un ruolo importante nella cura delle pecore. Solitamente questa operazione viene effettuata una o due volte all'anno, a seconda della razza e della qualità del vello. Le pecore con lana morbida vengono solitamente tosate una volta all'anno, mentre le razze con un pelo più ruvido o lungo vengono tosate sia in primavera che in autunno. Se non ci si prendesse cura delle pecore, la loro lana potrebbe aggrovigliarsi, diventare pesante e impedire la crescita di un nuovo strato di lana di qualità.

Il processo in sé prevede che la pecora venga messa in una posizione stabile e che, utilizzando rasoi elettrici o forbici apposite, la lana venga rimossa in pezzi più grandi possibili. Un tosatore esperto riesce a svolgere l'intera operazione in modo rapido e delicato, evitando che l'animale soffra e ottenendo un vello della massima qualità.

Molti fattori influenzano la qualità della lana

Da predisposizioni genetiche di una particolare razza fino ad alimentazione, stato di salute, livello di stress, pulizia ambientale e cura generale. Anche le condizioni meteorologiche svolgono un ruolo: ad esempio, condizioni prolungate di umidità e fango possono compromettere la pulizia e la struttura del vello. Solo una pecora sana e che ha ricevuto la giusta attenzione produrrà una lana morbida e uniforme, adatta ad ulteriori lavorazioni.

Lavorazione della lana: dalla pulitura alla filatura

Subito dopo la tosatura, la lana viene pulita sommariamente dalle principali impurità, come fieno, sterco o pezzi di paglia. Viene poi smistata in base a qualità, colore, morbidezza, lunghezza delle fibre e lucentezza. Le parti di qualità più elevata vengono utilizzate per la produzione di tessuti pregiati, mentre il resto viene utilizzato ad esempio per l'isolamento o per la produzione di feltro.

La lana viene poi lavata a mano o molto delicatamente in lavatrice con acqua tiepida, idealmente con l'aiuto di sale o bicarbonato di sodio. Acqua calda o un trattamento brusco deteriorerebbero la lana. Tramite il lavaggio si rimuove anche la lanolina, un grasso naturale che protegge la pelliccia della pecora dall'umidità. Essa viene utilizzata, ad esempio, anche nei cosmetici naturali o nei detergenti.

Dopo l'asciugatura, la lana viene ulteriormente lavorata tramite pettinatura oppure cardatura: la cardatura la ammorbidisce e la rende soffice, mentre la pettinatura allinea le fibre nella direzione giusta e ne garantisce resistenza e lucentezza.

Successivamente, la lana può venire tinta: tradizionalmente si utilizzano coloranti naturali, ma oggi sono comuni anche coloranti artificiali delicati. La lana viene tinta solo dopo essere stata pulita e pettinata, in modo che la tintura penetri uniformemente nelle fibre.

Dopo la pulizia, la selezione e la pettinatura, la lana di pecora è pronta per la filatura, un processo in cui le fibre sciolte vengono trasformate in un filato resistente che può essere tessuto o lavorato a maglia.

Tipologie di lana e loro utilizzi

Non tutte le lane sono uguali. Esistono diversi tipi di lana che si differenziano per morbidezza, lunghezza, elasticità e per gli usi a cui sono adatti.

LANA MERINO

Proviene dalle pecore merino, allevate principalmente in Australia, Nuova Zelanda e Sud America. La lana è molto pregiata, morbida e non pizzica, per questo è ideale per gli indumenti che indossiamo a diretto contatto con il corpo: magliette, biancheria intima o abbigliamento sportivo funzionale. È traspirante e regola molto bene la temperatura.

LANA VALAŠKA

Proviene dalla razza tradizionale ceca Valaška. Questa lana è più grezza, robusta e ha una struttura specifica. È ottima per l'infeltrimento, per realizzare tappeti, coperte o imbottiture isolanti. Grazie alla sua resistenza viene utilizzata anche nell’artigianato.

LANA DI CAMMELLO

Sebbene non si tratti di lana di pecora, spesso viene lavorata in modo simile. È estremamente morbida, calda e ha una tonalità naturale sul marrone. Viene utilizzata principalmente per pantofole, gilet o coperte invernali.

LANA DI ALPACA E CASHMERE

Anche se non si tratta di lana di pecora, viene spesso mescolata alle fibre di pecora. La lana di alpaca proviene dai lama sudamericani, mentre il cashmere dalle capre che pascolano in Mongolia o sull'Himalaya. Entrambi sono molto morbidi, caldi e spesso vengono trasformati in pregiati maglioni, sciarpe o cappelli.

La lana non è solo un materiale naturale: è un miracolo di funzionalità. Nel prossimo capitolo di Storia della lana, esamineremo i benefici della lana di pecora. Scoprirai come la lana regola la temperatura, cosa significa "proprietà autopulenti" e perché la lana è la scelta ideale non solo per la montagna, ma anche per la città.

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